Riguardo al processo ai 4 fondatori di ThePirateBay scrivono: “I quattro, che fino all’ultimo hanno negato ogni addebito, avevano fatto sapere di voler ricorrere in appello in caso di condanna in primo grado. La Corte ha motivato la sentenza affermando che i condannati “sono a conoscenza che sul sito venga scambiato materiale protetto da copyright”. La pena di un anno di carcere è quindi giustificata “dall’estesa accessibilità” del portale e “dal fatto che l’operazione sia stata condotta in modo organizzato per scopi commerciali”. Il sito ha infatti raggiunto i 22 milioni di utenti in tutto il mondo.”
Come mai la corte non si è domandata se 22 milioni di utenti non sono in grado di legittimare un portale del genere? Non è un furto il fatto che si crei un apparato che lucra senza produrre sulla produzione di beni intellettuali?
Forse quando i tempi saranno maturi ci si accorgerà che l’attuale legislazione sul diritto d’autore è una mafia, ma intanto RESISTENZA.

































mattomatte
26 aprile 2009
il copyright fara la stessa fine delle religioni…ci scommetto…cose troppo ignoranti…