Di cosa parla il referendum del 21 e 22 giugno 2009?

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Nonostante non sia favorevole, per le ragioni che spiegherò, a questo referendum, mi fa comunque piacere scrivere una breve guida anche per questa tornata elettorale.

Siamo chiamati alle urne per esprimerci riguardo alcuni punti  dell’attuale legge elettorale che regola le elezioni politiche, che un comitato di referendari propone di abolire in nome di un sistema elettorale che consenta una più facile formazione e durata di un governo.

L’attuale sistema utilizzato è, semplificando al massimo, un proporzionale con premio di maggioranza da attribuirsi alla lista o alla coalizione di liste che ottenga più voti.  Il premio di maggioranza è attribuito a livello nazionale per la Camera dei Deputati, a cui si accede superando una soglia del 4% per i partiti non coalizzati, del 2% per i partiti coalizzati e del 10% per le coalizioni, mentre al Senato il premio è ripartito a livello regionale e il sistema delle soglie è conseguentemente più complesso, prevedendo il superamento  della soglia del 20% a livello regionale per la coalizione, in cui però deve esserci almeno un partito che abbia superato il 3% ( per i partiti non coalizzati la soglia è invece l’8% sempre a livello regionale).

I primi due quesiti del referendum vanno a intaccare proprio questo meccanismo chiedendo di abrogare la regola che permette coalizioni e di far sì che in questo modo il premio di maggioranza sia affidato alla lista con la maggioranza relativa. Questo sia per la Camera, che per il Senato, perciò riceverete due schede in cui il quesito sarà di fatto il medesimo applicato però alle due assemblee parlamentari.  Nel caso passi l’abrogazione con il nuovo sistema la lista con la maggioranza relativa (che potrebbe semplicemente essere il 35% ad esempio) otterrebbe così la maggioranza dei seggi potendo costituire il governo senza bisogno di coalizioni. Non ci sarà infatti più la possibilità di presentarsi coalizzati. Il desiderio dei referendari è avvicinarsi a un sistema bipartitico di tipo inglese.

Se desiderate che la norma attuale venga abrogata  e il premio di maggioranza venga attribuito a una lista e non più a una coalizione dovete tracciare una croce sul SI.

Se invece desiderate mantenere l’attuale sistema dovete tracciare una croce sul NO.

Per fare un esempio pratico rapportandoci alla situazione attuale se dovesse passare il SI è chiaro come l’attuale partito di maggioranza relativa, il Popolo delle Libertà, potrebbe garantirsi il governo per le prossime legislature, senza troppi problemi e senza dover dialogare con altre forze politiche quali la Lega Nord.

Oltre a questa considerazione, mi preme sottolineare come le ultime elezioni europee abbiano evidenziato quanto la cittadinanza italiana sia lontana da una logica bipartitica dato che sia il PdL che il PD, i due principali partiti italiani, hanno perso voti, a favore di altre liste per così dire “minoritarie”, segno di una frantumazione ancora notevole nella società, che mal potrebbe ricondursi all’interno di una logica strettamente bipartitica.

Il terzo quesito del referendum tratta invece un argomento completamente diverso e in questo caso mi trovo pienamente d’accordo con la richiesta dei referendari.

In questa terza scheda vi verrà chiesto se desiderate abrogare la possibilità di candidarsi in più circoscrizioni (si tratta della cosiddetta candidatura multipla). Questo sistema fa sì che infatti spesso i leader di partito si candidino capolista in tutte le circoscrizioni, per richiamare più voti, ritirandosi poi dopo il voto dalle circoscrizioni che non intendono rappresentare e facendo così scorrere in avanti i secondi più votati. Questo sistema fa sì (insieme alla mancata possibilità alle elezioni politiche di indicare preferenze) che siano i partiti a scegliere chi e come candidare.

In questo caso votando SI, esprimerete il vostro desiderio affinché venga eliminata la possibilità della candidatura multipla.

Votando NO, rimarrà invece questa possibilità.

Perché un referendum sia valido è necessario che si rechino alle urne il 50% più 1 degli aventi diritto al voto. In caso contrario, anche se si verificasse la vittoria dei SI, rimarranno in vigore le attuali norme.

Molti comitati, essendo contrari, parteggiano per la scelta dell’astensionismo, per evitare così che il referendum abbia valore.

Vi  ricordo inoltre che il quorum è riferito a ogni singolo quesito e che recandovi alle urne potete quindi anche decidere di prendere solo 1 o 2 delle tre schede proposte per i quesiti.

Ricapitolando:

Prima scheda:  colore viola, quesito riguardante l’abrogazione dell’attuale norma che permette ai partiti di presentarsi coalizzati per essere eletti alla Camera dei Deputati. Con la vittoria del SI il premio di maggioranza verrà attribuito alla singola lista maggioritaria.

Seconda scheda: colore beige, stesso discorso per il Senato.

Terza scheda: colore verde, abrogazione delle candidature multiple.

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