Lettera da Shanghai

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Questa eMail mi è arrivata da un amico che vive da qualche mese nella lontana Cina, sono delle riflessioni sulla Cina e sulle prossime Olimpiadi di Pechino 2008

Ciao Luca, visto il tuo sondaggio sul blog ho deciso di scrivere una mail per chiarirti e chiarvi, almeno secondo il mio punto di vista, l’attuale situazione della Cina legata alle problematiche dei diritti umani ed ai prossimi giochi olimpici.

Inizio…

Sono contento che in Italia vi preoccupiate della situazione cinese, ma temo che nonostante i diritti umani vi stiano a cuore le tecniche d’informazione menzognere usate dai media italiani tendano ad obnubilare ed offuscare anche i più nobili e giovani animi. L’indignazione nei confronti dei giochi olimpici in Cina nasce prima del problema Tibet, problema per altro millenario, quando si scelse anni fa di permettere al Governo dittatoriale cinese di occuparsi delle Olimpiadi 2008.

La Cina vede ogni anno l’esecuzione senza processo di miglialia persone, in Cina non si vota e non si può scrivere ne pronunciare parola contro il Partito, in Cina dopo il terzo figlio c’è l’aborto imposto e pagato dallo Stato ( a meno che non si paghino multe salatissime ), in Cina ci sono zone con migliaia di malati di AIDS abbandonati a se stessi proprio come in Africa, in Cina non esistono diritti del lavoro e sindacati che non siano facenti parte dello stesso Partito Comunista, la Cina è insomma molto lontano dalla nostra idea di governo democratico e quindi libertà d’espressione e di pensiero.

Direte, la Cina ha enormi problemi, concordo, ed il problema su tutti è la dittatura, una dittatura che offre ai cinesi pugni e carezze, organizza la vita del popolo, realizza case e strade, da da mangiare, permette di lavorare a moltissime persone, una dittatura orribile perchè si è ingraziata l’etnia maggioritaria della Cina ossia quella Han a discapito delle minoranze etniche, delle persone colte e di tutti quelli che vengono lasciati senza diritti e ammazzati se osano esprimersi contro il Partito.

Allora perchè la Francia, l’Italia, la Germania e l’Inghilterra (tanto per citare alcuni Stati) hanno detto si allo svolgimento delle manifestazioni olimpiche in Cina? Risposta: soldi, soldi e ancora soldi. Se ci dobbiamo indignare non è per il comportamento di una Dittatura, ma per l’abietto cinismo con cui i nostri governi accettano, per il bene del Dio denaro e dell’economia, ogni scelta eticamente discutibile in campo di politica estera. Quanti di noi mi domando però, sono scesi in piazza a manifestare contro la scelta di Pechino come sede dei giochi olimpici, quanti di noi?

Ora, quando al telegiornale sentite “i cinesi” state molto attenti, la Cina è uno Stato e il Tibet è da sempre parte geografica della Cina, i tibetani sono cinesi e questo è un dato, i cinesi di cui parla il telegiornale sono quelli di etnia Han e loro, instupiditi e zittiti da un Governo oppressivo sono vittime della Dittatura cinese almeno quanto i monaci buddhisti del tibet rinchiusi nelle carceri per 30 anni. I cinesi sono le prime vittime della dittatura cinese, non accetto che si faccia passare l’idea di una cattiveria riguardante i cinesi come se si fossero inferociti “in totum” contro i buddhisti tibetani, innegabile è che il Partito cerchi di mettere tutta la Cina contro il Tibet perchè questo fa comodo, in televisione si vedono soldati cinesi feriti, bambini che si lamentano perchè non possono più andare a scuola ( dove si studia ad esempio che Taiwan è un’isola cinese o che la pulizia etnica organizzata da Milosevic non è mai esistita ) o monaci e tibetani che distruggono tutto quello che trovano.

La verità è che siamo di fronte a degli eventi molto drammatici questo si, ma dobbiamo dare modo al giornalismo internazionale di entrare finalmente in Cina, la Corea del sud divenne una democrazia dopo le olimpiadi, anche in Argentina durante i mondiali di calcio del 78 si venne a sapere dei “desaparecidos” e dei morti ammazzati dalla Dittatura militare, purtroppo il Mondo non è bianco e nero, e la Cina è un Paese bellissimo ed orribile allo stesso tempo, tuttavia noi abbiamo un compito, quello di rimediare agli errori del passato, dalla guerra ci siamo passati e ci siamo ammazzati tra fratelli, ma non abbiamo certo creato l’Unione Europea per indignarci e vantarci del nostro benestare, quello che possiamo fare adesso è inivitare il Governo cinese a comunicare con il Dalai Lama e a cessare le violenze e poi cercare di collegare i cinesi col mondo, indebolire la dittatura con la parola, lasciare che la dittatura cinese si manifesti sia ai cinesi che a voi in Europa, perchè credetemi, delle cose peggiori nessuno è ancora al corrente. In ultimo tutti i soldi che arriveranno in Cina aiuteranno tanta povera gente a migliorare la loro vita, daranno lavoro a tante persone e garantiranno un periodo di benessere al Paese e soprattutto regaleranno un sogno a un miliardo di persone, persone che non sono abituate a sognare come noi, perchè non ci sono sogni dove non si è liberi di parlare e pensare come ci dicono cuore e cervello, noi siamo liberi, i cinesi no, che ne dite di dargli una mano?
Cordiali saluti da Shanghai.

Tommaso

P.S: Votate il PD anche per me

10 total comments on this postSubmit yours
  1. una bella lettura…..davvero importante questa lettera

  2. Grazie della segnalazione.

    Dal canto mio ti rispondo che già da un anno io parlo della Cina e non solo per la questione tibetana.

    So benissimo, e per questo già un anno fa ero contrario ai giochi olimpici a Pechino ed ero per boicottarli prima ancora che scoppiasse questo casino in Tibet, di come la Cina sia una feroce dittatura di come i lavoratori non abbiano diritto di come sarebbe giusto escludere la Cina dal WTO fino al momento in cui non rispettasse le regole normali del rispetto dei lavoratori e non calpestasse i diritti civili. Chiedo di boicottare le Olimpiadi da quando seppi che per costruire il Villaggio Olimpico la Cina appaltava lo sgombero dei terreni a ditte private che arrivavano con soldati per sparare su chi non accettava un tozzo di pane come indennizzo di esproprio.

    Sono per il boicottaggio da quando una donna cinese non si volle allontanare dalla sua casa mettendosi sul tetto con una foto che fece il giro del mondo.

    Non credo, perchè questo non succede mai neanche da noi, che questa montagna di soldi che già peraltro è iniziata ad arrivare in Cina aiuterà la povera gente ma arricchirà soltanto chi già ha in mano le leve del potere.

    Per queste ragioni sono e resto per boicottare in ogni modo (non violento) le Olimpiadi di Pechino.

    Grazie ancora per la segnalazione di questa mail

    Daniele

  3. Grande Tommi…ah lo sai Luchino che il mio blog in Cina Tommi nn lo legge…. è tipo censurato! :(

  4. Ciao, capito per la prima volta in visita sul tuo blog, e questa lettera mi stimola a tornare a leggerti.

    La trovo molto toccante, e, credo, sincera, sebbene non sia una fonte giornalistica e la Cina sia immensa, dunque impossibile da racchiudere in un’unica visione.

    Spero che questo post circoli il più possibile, forse riequilibrerà un po’ certe opinioni estreme

    un cordiale saluto
    La Donna Cannone

  5. @ DONNA CANNONE: Si la testimonianza anche di chi vive là è sicuramente importante.

    @ MARKINO: in cina censurano tutti i blog in cui ci sono parole come gay, omosessuale ecc.. il tuo non capisco perchè lo censurino :P

  6. Censurano i blog che contengono gay/omosessuale etc? E perchè? Che altro censurano?

  7. @ DONNA CANNONE
    hanno anche censurato “Brokeback Mountain” di anq lee, il perchè della censura è presto detto: le persone omosessuali non sono ben viste nella dittatura cinese

  8. Spero davvero che queste Olimpiadi siano almento l’occasione per fare entrare in Cina giornalisti di ogni Paese armati di penne e macchine fotografiche, ma soprattutto spero che quanto verr? strappato alla censura cinese non venga poi distorto e manipolato dai nostri media… o anche solo dai nostri pregiudizi…

  9. Il Tibet è ormai Cina a tutti gli effetti. Fatti un giro e scoprirai gli orribili palazzoni cinesi ricoperti con le mattonelle bianche del cesso, cinesi Han in ognidove e tutto un mondo che è stato importato con la forza dalla “pacifica annessione” di oltre mezzo secolo fa.

    Tutta questa è ormai storia passata, il Tibet che esisteva allora è stato quasi del tutto cancellato, il poco che rimane è fatto di religione, e quella – come il cristianesimo – avrà da trovare altri poteri oltre a quello temporale (vedi lo Stato della Chiesa nel corso della storia).

    Non sono a favore della Cina, ma neanche mi butto a pesce su un “Free Tibet” abusato in ogni sua forma, senza senso ormai per i migliaiai di dissidenti che cavalcano l’onda mediatica e contribuiscono a buttare altra merda sulla Cina arrapati dal polverone. Senz’altro gliene stiamo già buttando addosso più di quanta se ne merita.

    Fossi in loro, brucerei le bandiere tibetane che non hanno (e non abbiamo) avuto il coraggio di sventolare qualche anno fà, comprerei un biglietto per una gara olimpica e mi godrei in santa pace uno degli eventi sportivi più importanti della storia. In silenzio, a testa bassa, come ci meritiamo di fare.

    Perchè potremo tirare in ballo ogni cazzata o verità riguardo questo immenso Paese, insultare e criticare un governo che decide la condotta di oggi sugli errori del passato, ma non possiamo e non dobbiamo permetterci di INSEGNARE ai cinesi come devono governare il loro Paese, qualunque sia il loro “Governo”, qualunque sia la loro situazione politica.
    Non ora, quando i giochi stanno per iniziare e tutto è quasi pronto – semplicemente – perchè GLIELO ABBIAMO LASCIATO FARE.
    Sono sette anni che sappiamo quale sarà la sede delle olimpiadi estive del 2008, ma solo ora, grazie ad una protesta trapelata dai confini nazionali, abbiamo la faccia tosta di ribellarci con tutta la nostra ipocrisia ad un teatrino internazionale di cui tutti siamo complici, protagonisti e comparse.

  10. Il problema è che al dio denaro non frega niente di chi sta bene o sta male e in questa economia selvaggia dove la politica degli stati viene fatta dalle multinazionali diventa sempre più difficile cambiare le cose, soprattutto se noi dal basso non iniziamo a rinunciare a qualche cosa, non si portano a livelli di benessere un miliardo di persone, se la ricchezza mondiale non viene ridistribuita adeguatamente.

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